Archive for the riflessioni Category

Google Maps e le prostitute di Milano

Posted in riflessioni with tags , , , , , on 1 dicembre 2007 by pornofatti

Noi italiani riusciamo sempre ad eccellere nell’uso alternativo delle nuove tecnologie, specie quando l’uso è mirato al sesso.
Incredibile a dirsi, ma il notissimo servizio di mappe fornito da Google (Google Maps) viene qui usato per mappare le prostitute di Milano e del suo circondario (cliccate il link presente più in basso)!
Da notare che ad ogni prostituta viene assegnato un bollino verde, giallo o rosso, con relativa accurata descrizione delle sue caratteristiche fisiche, prestazionali e comportamentali.

http://maps.google.it/maps/ms?ie=UTF8&hl=it&msa=0&msid=110197702744350574853.0004397fa1f12b922421e&ll=45.454833,9.056854&spn=0.320304,0.583649&z=11&om=1

Mentre scrivo questo post tale mappa è già stata visualizzata la bellezza di 69.449 volte, aggiungere altro credo sia superfluo.

Google Maps e le prostitute di Milano

Una riflessione sullo spettacolo in salsa dantesca di Benigni

Posted in riflessioni with tags , , , , on 30 novembre 2007 by pornofatti

Una riflessione sorge spontanea su Roberto Benigni e sul suo tanto acclamato spettacolo itinerante – anche in Rai – dedicato alla enunciazione della Divina Commedia di Dante. Uno spettacolo mirato secondo Benigni a divulgare la cultura tra la gente comune, ad erudirla, ad innalzarla dal piattume, dal qualunquismo e dall’ignoranza quotidiana.
La riflessione in realtà non è una sola, ma sono 3:
1 – in percentuale quale sarebbe il calo di spettatori se lo spettacolo non avesse quel furbo e lungo preludio comicheggiante alla Zelig fatto di battute, sberleffi, frizzi e lazzi?
2 – durante l’enunciazione dei versi danteschi qual’è la percentuale media di spettatori che si fanno un sonno profondo o che pensano “Minchia che pizza ‘sto Dante, tra quanto finisce ‘sta tortura”?
3 – senza l’enunciazione della Divina Commedia lo spettacolo di Benigni avrebbe avuto tutta questa pubblicità e tutta questa cassa di risonanza con annesso grande seguito di pubblico pagante?

Ai posteri, anzi al commercialista di Benigni l’ardua sentenza.

L’azienda trasporti di Roma compra 180 palmari a 3.000 euro l’uno

Posted in riflessioni with tags , , , , on 29 novembre 2007 by pornofatti

Lo scorso 9 luglio il consiglio di amministrazione di Atac, l’azienda di trasporto pubblico del Comune di Roma, ha deliberato l’acquisto – per i controllori – di 180 terminali portatili al prezzo unitario di 3.055,55 euro Iva compresa, per un totale quindi di 476.936 euro.
Nella delibera del 9 luglio non è previsto, per ora, l’acquisto di stampanti portatili come quelle a disposizione dei controllori Fs. Quindi per eventuali multe si dovrà sempre ricorrere alla cara vecchia penna biro.

Non c’è che dire, qualcuno dovrebbe avvertire Walter Veltroni che i portachiavi comprati in Cina costano 3 zeri di meno.

Rifondazione comunista, Prodi e il museo delle cere

Posted in riflessioni with tags , , , , on 28 novembre 2007 by pornofatti

Per Franco Giordano e Gennaro Migliore, rispettivamente segretario e capogruppo alla Camera di Rifondazione Comunista “il programma di governo è ormai archeologia industriale, è al museo delle cere“.

Che dire, forse Giordano e Migliore non si sono ancora resi conto che pure loro sono delle statue di cera degne del museo del comunismo. Per quello, paroloni a parte, nei fatti poi sostengono in tutti i modi il governo Prodi, la fiamma delle elezioni potrebbe liquefarli. E a quel punto sì ci vorrebbe un abile archeologo politico per riportare alla luce quel che resta di Rifondazione.

Prodi il dispensatore “ad aeternum” di pazienza

Posted in riflessioni with tags , , , , , on 26 novembre 2007 by pornofatti

Il presidente del Consiglio Romano Prodi rivela di guidare un esecutivo pronto a mediare per secoli: “Il mio è il governo della pazienza…“.

Riprendendo quanto nell’antichità disse Cicerone a Catilina, noi oggi potremmo dire:
Quo usque tandem abutere, Prodi, patientia nostra?
(Fino a quando, Prodi, abuserai dunque della nostra pazienza?)

Veltroni non ama le date di scadenza, ama lavorare fino alla fine

Posted in riflessioni with tags , , , , , , on 22 novembre 2007 by pornofatti

Walter Veltroni in un’intervista all’Espresso: “Voglio dire con estrema chiarezza una cosa: non tratterò con Berlusconi nessuna legge elettorale che preveda una data di scadenza per il governo Prodi. Non lo farò mai. Il governo deve poter lavorare sino al 2011“.

Veltroni per natura non ama le date di scadenza, ama il poter lavorare tranquillamente fino a fine mandato.
Ad esempio quando non sarà più sindaco di Roma le baraccopoli saranno ancora al loro posto e i rom pure, i buchi nelle strade saranno ancora profondi e la sporcizia per le vie della capitale continuerà a far parte dell’arredo urbano.
Veltroni, un vero uomo dedito al lavoro. Quale non è ancora ben chiaro.

La Cina, le manette e i 5 cerchi olimpici

Posted in riflessioni with tags , , , , , , on 21 novembre 2007 by pornofatti

L’agenzia di stampa statale Xinhua ha diffuso sul suo sito un articolo pubblicato dal giornale governativo ‘Huanqiu Shibao’ (Tempi globali), che denuncia “l’accanimento di media stranieri che rilanciano i pregiudizi contro la Cina“. Il Paese sarebbe vittima, secondo l’articolo, di denunce infondate legate ai prossimi giochi olimpici. In particolare, il Washington Post, l’International Herald Tribune, il Die Welt, l’Associated Press e Voice of America, sono accusati di voler destabilizzare il regime. Tali “invenzioni che riguardano in particolar modo la libertà di stampa e di espressione nel Paese fanno parte di un piano che mira a boicottare i giochi olimpici. Questi giornali pubblicano articoli che si basano su fonti inattendibili. E’ questa la libertà di stampa di cui fanno spesso l’elogio?” conclude il giornale governativo. (fonte ISF)

Le fonti inattendibili a cui fa riferimento tale articolo diffuso dalla Xinhua probabilmente sono tutti quei giornalisti, bloggers, testimoni e voci libere a cui il governo cinese cerca di tarpare le ali un giorno sì e l’altro pure, con le maniere buone o con le cattive (più spesso con queste ultime).
I giochi olimpici assegnati alla Cina in sè e per sè sono uno scandalo. Il loro vento di democrazia e libertà per assurdo può diventare però un grimaldello per scassinare la porta della censura cinese, così da farne uscire tutte le storture e le profonde ipocrisie e indecenze: la Cina non riuscirà a trasformare in manette anche i 5 cerchi olimpici.