L’agenzia di stampa statale Xinhua ha diffuso sul suo sito un articolo pubblicato dal giornale governativo ‘Huanqiu Shibao’ (Tempi globali), che denuncia “l’accanimento di media stranieri che rilanciano i pregiudizi contro la Cina“. Il Paese sarebbe vittima, secondo l’articolo, di denunce infondate legate ai prossimi giochi olimpici. In particolare, il Washington Post, l’International Herald Tribune, il Die Welt, l’Associated Press e Voice of America, sono accusati di voler destabilizzare il regime. Tali “invenzioni che riguardano in particolar modo la libertà di stampa e di espressione nel Paese fanno parte di un piano che mira a boicottare i giochi olimpici. Questi giornali pubblicano articoli che si basano su fonti inattendibili. E’ questa la libertà di stampa di cui fanno spesso l’elogio?” conclude il giornale governativo. (fonte ISF)
Le fonti inattendibili a cui fa riferimento tale articolo diffuso dalla Xinhua probabilmente sono tutti quei giornalisti, bloggers, testimoni e voci libere a cui il governo cinese cerca di tarpare le ali un giorno sì e l’altro pure, con le maniere buone o con le cattive (più spesso con queste ultime).
I giochi olimpici assegnati alla Cina in sè e per sè sono uno scandalo. Il loro vento di democrazia e libertà per assurdo può diventare però un grimaldello per scassinare la porta della censura cinese, così da farne uscire tutte le storture e le profonde ipocrisie e indecenze: la Cina non riuscirà a trasformare in manette anche i 5 cerchi olimpici.
